Ced e Ctd: cosa dirà il consiglio di stato

Il giorno 14/11/13 si è tenuta la maxi-udienza di fronte la terza sezione Consiglio si Stato in cui si è discusso dei trentasette ricorsi presentati sul rilascio della licenza di pubblica sicurezza prevista dall’articolo ottantotto Tuplus a Ced e Ctd. Tale articolo cita: “La licenza per l’esercizio delle scommesse può essere concessa esclusivamente a soggetti concessionari o autorizzati da parte di Ministeri o di altri enti ai quali la legge riserva la facoltà di organizzazione e gestione delle scommesse, nonché a soggetti incaricati dal concessionario o dal titolare di autorizzazione in forza della stessa concessione o autorizzazione”.

Il problema concernente i Ced e Ctd è causato dai questionari che hanno rigettato le istanze al fine di ottenere la licenza secondo l’articolo sopra citato. Originariamente l’udienza doveva essere discussa a maggio ma in seguito alla disposizione del consiglio, questa è stata rinviata permettendo così alla Corte di Giustizia di pronunciarsi sul caso Biasci.

La sentenza è stata pronunciata il giorno 12 settembre, ed è stato detto: “Non ostano a una normativa nazionale che imponga alle società interessate a esercitare attività collegate ai giochi d’azzardo l’obbligo di ottenere un’autorizzazione di polizia, in aggiunta a una concessione rilasciata dallo Stato al fine di esercitare simili attività”.

Inoltre il caso Biasci ha deliberato che solo il giudice italiano può decidere se gli operatori esteri, sono state effettuate discriminazioni nell’inserimento sul mercato italiano. Quest’udienza è stata essenziale giacché chi ha ricevuto un rigetto all’appello, potrebbe chiudere l’attività.