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La Goldbet è legale in Italia?

Secondo la sentenza Biasci, la Corte di Giustizia finalmente ha deciso di mettere bocca sull’operatore austriaco GoldBet, dicendo che i principi contenuti nella sentenza Costa-Cifone del 2012 nel quale si accertava la discriminazione verso StanleyBet, non possono essere applicati anche all’agenzia GoldBet. Inoltre la Corte di Giustizia esclude la portata erga omnes della sentenza Costa-Cifone e s’impegna a valutare a livello nazionale sulle discriminazioni che hanno subito i diversi operatori oltre Stanley.

L’agenzia GoldBet per esercitare a livello nazionale le scommesse per mezzo dei Centri di elaborazione e di trasmissione dati, aveva richiesto la licenza secondo l’articolo 88 TULPS. La richiesta per la licenza però non è stata accolta in quando il bookmaker non è stato ritenuto valido. Per poter scommettere in Italia bisognava aggiungere e coniugare al titolo concessionario anche quello autorizzatoti al fine di ottenere il rilascio della licenza.

Allora la GoldBet ha deciso di agire presso la T.A.R. Toscana con i dinieghi della questura. Il T.A.R. della toscana però avendo dubbi sulla compatibilità comunitaria ha deciso di passare la palla alla Corte di Giustizia così da poter equiparare le discriminazioni subite dalla StanleyBet alla GoldBet in occasione delle gare Bersani. La Corte decide che non è possibile applicare le stesse regole, e che sia un giudice Italiano a valutare sulle discriminazioni subite dagli operatori del marchio Stanleybet.

In conclusione si deciderà se annullare o no il diniego del Questore alla richiesta dell’autorizzazione.  La pronuncia in fine indica che non è sufficiente solo invocare l’astratta contrarietà al diritto comunitario e che occorre sentire gli operatori, i quali dicono di aver subito delle discriminazioni, affermando una veridicità dell’accaduto. Infatti, solo chi ha veramente subito una discriminazione che può essere accertata, può invocare la disapplicazione.